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“Ogni  cittadino  inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati  alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.

 

Così recita l’articolo 38 della Costituzione italiana. Come si traduce nella pratica questo principio? Attraverso strumenti e prestazioni che assicurano sostegno economico alle persone che si trovano a vivere in questa situazione di inabilità.

In particolare, esistono due tipi di prestazioni:

  • quelle assistenziali, riconosciute a tutti i cittadini invalidi, a prescindere dal loro lavoro;
  • quelle previdenziali, rivolte ai lavoratori che versano i contributi.

 

Queste ultime possono essere erogate dall’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), uno degli enti previdenziali europei più grandi e complessi, che gestisce la quasi totalità della previdenza dello Stato italiano, o dalle Casse Professionali, gli enti gestori della previdenza obbligatoria per i liberi professionisti iscritti ai specifici albi.

In caso di inabilità, ovvero nel momento in cui un soggetto, a seguito di una infermità o di un difetto fisico o mentale permanente, perde la capacità di svolgere qualsiasi attività lavorativa retribuita, questa persona può fare richiesta della pensione di inabilità agli Enti di previdenza.

 

Pensione di inabilità – INPS

Quali sono i requisiti di cui bisogna essere in possesso per fare domanda della pensione di inabilità all’INPS?

  • requisito sanitario: incapacità assoluta e permanente di svolgere qualsiasi tipo di lavoro;
  • requisito contributivo: devono essere stati versati almeno 5 anni di contribuzione (che corrispondono a 260 settimane), di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni;
  • cessazione completa dell’attività lavorativa.

 

Pensione di inabilità – Casse Professionali

Quali sono i requisiti di cui bisogna essere in possesso per richiedere la pensione di inabilità alla propria Cassa Professionale?

  • requisito sanitario: perdita del 100% della capacità di svolgere la professione;
  • requisito contributivo: varia a seconda di quanto previsto nello specifico regolamento di ogni Cassa;
  • cessazione dell’attività professionale.

Qualora venga accertata effettivamente la sussistenza dei requisiti indicati, la pensione di inabilità ricorre a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda e non ha una durata prefissata. A questa somma, poi, sia l’INPS che le Casse Professionali solitamente applicano una maggiorazione contributiva, ovvero un accredito figurativo sul montante (il capitale che il lavoratore ha accumulato nel corso degli anni lavorativi)  maturato al momento della domanda.

Nonostante ciò, molto spesso le pensioni di inabilità non riescono a soddisfare i bisogni economici di chi si trova a vivere questa situazione.
Una strada valida da intraprendere? Ricorrere a soluzioni integrative privatistiche e assicurative mirate, che permettono di limitare l’impatto economico di tali eventi e salvaguardano il nostro futuro.

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