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Uragani, brutti sogni, testamenti, eredità…il nono numero di Kleros Magazine prende spunto da circostanze realmente accadute e che si ispirano alla vita reale per farci riflettere sull’importanza di gestire correttamente il proprio patrimonio e di proteggere in maniera efficace il futuro nostro e quello delle persone a noi care. 

Il paragrafo sul Patrimonio Immobiliare del Magazine Kleros 9 preannuncia vento di tempesta e mette in guardia dal temporale in arrivo: a breve ci sarà un aumento delle rendite catastali. In Parlamento, infatti, stanno ridiscutendo l’aggiornamento delle rendite catastali con il passaggio da vani (stanze) a metri quadri e tutti gli organismi internazionali chiedono l’aumento delle rendite catastali degli immobili. 

Per questo è bene prepararsi all’uragano imminente, cercare di comprendere qual è il rischio fiscale-patrimoniale che si potrebbe subire e individuare delle soluzioni generazionali che permettano di ammortizzarlo. 

Facciamo tutti i debiti scongiuri, ma…cosa succede se muoio prima di essere arrivato alla pensione? Ce lo spiega il capitolo sulla Previdenza, che questo mese parla della pensione “indiretta”. In tal caso, al coniuge e ai figli spetta la pensione indiretta, ovvero una quota di quanto spetterebbe a me lavoratore se fossi in pensione. Il requisito imprescindibile richiesto dall’Inps, però, è che io abbia almeno 15 anni di contribuzione o almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 accreditati nel quinquennio precedente a quello della mia morte. 

Bisogna, tuttavia, fare attenzione perché l’importo che si riceve può essere ulteriormente decurtato qualora il superstite avente diritto possieda redditi propri superiori a limiti specifici. 

A proposito di Successione, l’avvocato Massimo Perini, Partner di Kleros s.r.l., ci racconta l’interessante storia del testamento di zio Peppino, un racconto che ci permette di imparare diverse cose su questo importante atto giuridico unilaterale con cui un soggetto dispone delle sue sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere. 

Una volta redatto il testamento, però, chi è che si impegna affinché vengano rispettate le volontà del testatore? L’esecutore testamentario. La sezione sull’Eredità approfondisce le caratteristiche e i compiti di questa figura. L’esecutore testamentario è una persona di fiducia, nominata dal testatore, a cui viene attribuito il compito di prendersi cura dell’esatta ed effettiva esecuzione delle ultime volontà del defunto.

Questa nomina non rappresenta solo un grande onore e un’attestazione di massima fiducia, ma anche un incarico che comporta impegno e responsabilità: accettare questo delicato incarico, infatti, significa presentare la dichiarazione di successione, entrare in possesso dei beni del “de cuius”, esserne responsabili e, tra l’altro, redigerne l’inventario. 

Nel caso in cui si venga indicati come esecutori testamentari, è possibile non accettare l’incarico o, qualora la nomina sia già stata accettata, rinunciare in seguito per gravi motivi e/o giusta causa, o comunque in modo non intempestivo. 

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